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Battaglia di El Alamein
Divergenza: italia invie tutte le sue truppe sul fronte africano. anche hitler farà lo stesso. sviluppa gli esiti.
PUNTO DI DIVERGENZA
Nell'estate del 1942, Benito Mussolini convince Adolf Hitler che il controllo del Canale di Suez e dei giacimenti petroliferi mediorientali rappresenta la vera chiave per vincere la guerra. L'Italia mobilita ogni risorsa disponibile: divisioni alpine, corazzate, fanteria vengono strappate dai Balcani, dalla Grecia, dalla stessa penisola italiana e riversate attraverso il Mediterraneo verso la Libia. La Germania segue l'esempio con una decisione ancora più radicale: interi gruppi d'armata vengono dirottati dal fronte orientale verso il Nordafrica, incluse divisioni Panzer d'élite e la Luftwaffe in forze massicce. Nel settembre 1942, oltre un milione e mezzo di soldati dell'Asse si concentrano in una striscia desertica tra Tobruk ed El Alamein, creando la più grande concentrazione di forze mai vista nel teatro africano. Rommel si trova improvvisamente al comando di un esercito che supera per dimensioni quello che Montgomery può schierare.
CONSEGUENZE IMMEDIATE
La Seconda Battaglia di El Alamein si trasforma in un'apocalisse meccanizzata nel deserto. Le forze dell'Asse sfondano le linee britanniche nell'ottobre 1942 e dilagano verso il Delta del Nilo, conquistando Il Cairo e Alessandria entro dicembre. Il Canale di Suez cade in mani italo-tedesche, tagliando la via delle Indie britanniche e costringendo i convogli alleati a circumnavigare l'Africa. Ma sul fronte orientale, l'assenza di quelle divisioni diventa catastrofica: Stalingrado cade già a novembre per mancanza di rinforzi tedeschi, e l'Armata Rossa lancia controffensive devastanti che sfondano le linee rumene e ungheresi. L'Italia peninsulare rimane praticamente indifesa quando gli Alleati sbarcano in Sicilia nel luglio 1943, avanzando rapidamente fino a Roma senza incontrare resistenza significativa. Le linee di rifornimento attraverso il Mediterraneo verso il Nordafrica diventano insostenibili sotto i bombardamenti alleati da basi italiane.
ONDA LUNGA
Entro la primavera del 1944, l'esercito italo-tedesco in Egitto e Palestina si trova accerchiato: tagliato fuori dai rifornimenti, con l'Italia occupata dagli Alleati alle spalle e pressato da forze britanniche rinforzate che contrattaccano dall'Iraq e dalla Persia. Il milione di soldati dell'Asse si arrende in quella che diventa la più grande capitolazione della storia militare, ancora più grande di Stalingrado. Sul fronte orientale, l'Unione Sovietica avanza inarrestabile attraverso la Polonia e i Balcani, raggiungendo Vienna e Berlino già nell'autunno 1944. La guerra in Europa termina con un continente diviso: gli Anglo-Americani controllano l'Italia e la Francia, ma i Sovietici occupano tutta la Germania, l'Austria, i Balcani e metà della Grecia. Il secondo dopoguerra vede un'Europa frantumata ancora più profondamente, con Mosca che domina un impero comunista esteso fino alle Alpi e al Mediterraneo orientale.
